L'allattamento, soprattutto nelle prime settimane di vita, non deve seguire orari rigidi: se attaccate il bambino quando mostra di avere fame, senza farlo attendere troppo, eviterete che, succhiando in modo frenetico, possa irritare il capezzolo. In pratica, fintanto che la produzione di latte non si è stabilizzata e il neonato non ha recuperato il peso alla nascita (di solito entro le due settimane di vita), attaccate pure il bambino ogni volta che piange o sembra essere affamato. Poi, pur mantenendo l'allattamento "a richiesta", è meglio rispettare pause di almeno due ore tra un pasto e l'altro, per evitare alla mamma ritmi spesso difficili da sopportare.
Se il bambino appare soddisfatto e si addormenta dopo il pasto, bagna il pannolino fra una poppata e l'altra e si scarica almeno un paio di volte al giorno, allora di sicuro mangia a sufficienza! Se invece è agitato o piange a lungo dopo la poppata, si attacca molto spesso e a lungo (più di 45 minuti), può sorgere il sospetto che il latte della mamma non sia sufficiente.
Anche in questi casi, però, non perdetevi d'animo, ed eventualmente parlatene con l'Ostetrica o il Pediatra. Probabilmente il latte è comunque sufficiente se:
L'ideale sarebbe poter stare con il bambino ed allattarlo al seno almeno per i primi 6 mesi di vita. In caso di assenza, per coinvolgere maggiormente il papà o altri familiari o per il rientro anticipato al lavoro, potete continuare a dare il latte estraendolo con il tiralatte Mamma Mister Baby e conservandolo all'interno delle apposite bottiglie. Utilizzando il biberon Mamma , manterrete nel bambino l'abitudine ad attaccarsi al vostro seno, grazie all'esclusiva tettarella Mamma, studiata per simularne la forma ed il funzionamento.