
L'uomo ha una doppia dentizione: la prima di venti denti, decidui, vale a dire destinati a cadere, cosa che avviene entro i dodici anni di vita; e la seconda, permanente, di 32 denti.
I primi denti nel bambino compaiono attorno al sesto mese, e sono i due incisivi inferiori.
Seguono poi i due incisivi mediani superiori.
Entro i 12-14 mesi spuntano gli incisivi laterali.
Verso i due anni sono evidenti i primi quattro molari e i quattro canini.
Per ultimi si presentano gli altri quattro molari, in modo che la prima dentizione sia completa entro i due anni e mezzo.
Rimarrà stabile fin verso i 5-7 anni, quando, a partire dai due incisivi mediani superiori, comincerà a lasciare il posto a quella definitiva. Ma anche nella dentizione, niente è assoluto: un mese e oltre di anticipo o di ritardo nella comparsa del primo dente, un'accelerazione e un'eruzione ravvicinata di più denti seguita da un periodo consistente di ferma, un cambiamento nella successione, sono nella norma e non c'è motivo che destino preoccupazioni.
Può essere rassicurante parlarne con il pediatra che, collegando questi segni con altri più generali e più specifici dello sviluppo osseo del bambino, potrà valutarli in modo corretto.
Va anche detto che la dentizione in sé non è causa di nessun disturbo serio.
E' vero però che il bambino può essere più irritabile, avere qualche pianto improvviso, presentare una maggiore salivazione e aver voglia di mordicchiare tutto quello che gli capita a tiro.
Può essere utile offrirgli un massaggiatore per gengive, magari uno di quelli contenenti acqua distillata che, opportunamente raffreddati in frigorifero, possono dare e mantenere una sensazione di sollievo alle gengive dolenti.
La suzione è un istinto naturale, già presente anche nel grembo materno, come dimostrano talvolta le ecografie che mostrano il feto nell'atto di succhiare il pollice. Succhiare soddisfa un bisogno primario, che è quello della nutrizione, ma rappresenta anche un antidoto alla paura ed al senso di solitudine comune nel lattante, ma anche nel bambino più grande. Il succhietto costituisce un valido aiuto psicologico perchè, richiamando la forma del capezzolo materno, permette al piccolo di calmarsi ed autoconsolarsi quando la mamma è assente. Il succhietto ha perciò valenze molto positive, perchè aiuta a conciliare il sonno, a scaricare la tensione e fa sentire sicuro e protetto il bambino.
Solitamente il succhietto viene abbandonato spontaneamente verso i tre/quattro anni di vita, quando il bambino acquista fiducia in sè stesso e diventa più sicuro. Il distacco deve essere progressivo e bisogna essere pazienti e comprensivi. La scelta del tipo di succhietto è molto importante: bisogna scegliere un modello proporzionato alla bocca del bambino (per dimensione, forma e morbidezza), che assecondi l'istinto della suzione nel modo più naturale e che favorisca uno sviluppo corretto del palato e delle arcate dentarie.
