
L'allattamento costituisce un momento molto importante per mamma e bambino, dal punto di vista nutrizionale, psicologico e sensoriale. Scegliere di allattare al seno rappresenta un gesto d'amore ed è la scelta migliore per il bambino: aiuta a creare un profondo legame affettivo e permette alla mamma di offrire al proprio piccolo il miglior latte possibile. Il latte materno è, infatti, il miglior nutrimento per il neonato, poiché è perfettamente equilibrato nei suoi componenti nutrizionali, è assolutamente digeribile, lo protegge meglio dalle infezioni e dalle allergie ed è sempre pronto, a costo zero, alla temperatura ideale. È importantissimo che la mamma allatti al seno almeno nei primi mesi di vita del suo piccolo, proprio per l'intenso legame affettivo ed emozionale che l'esperienza dell'allattamento comporta.
Quello della suzione, per il neonato è un riflesso naturale e non un movimento volontario: succhiare è per lui fonte di piacere e di conoscenza. Con la bocca, prima che con gli occhi, conosce e riconosce la mamma, ed entra in relazione per la prima volta con il mondo esterno ricevendo non solo nutrimento, ma anche gratificazione e rassicurazione, in altre parole: certezza d'amore.Inoltre l'allattamento al seno, attraverso i movimenti ritmici della muscolatura della lingua e delle guance, esercita l'importantissima funzione di conformare le arcate dentarie e tutto il massiccio facciale, favorendo anche l'instaurarsi di una respirazione corretta.
L'allattamento esclusivo al seno è la forma ideale di alimentazione per il neonato nei primi sei mesi di vita: lo sostengono l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i Pediatri e le Ostetriche. Il latte materno è naturale, più pratico, più soddisfacente da un punto di vista affettivo, più completo dal punto di vista nutrizionale e protegge il neonato dalle infezioni dell'apparato respiratorio e gastrointestinale.
I VANTAGGI PER IL BAMBINO
Nutrizionali: il latte materno è raccomandato come unico alimento per soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino nei primi sei mesi di vita, poiché contiene nutrienti ottimali, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Protettivi: mediante il latte materno il bambino presenta migliori difese nei confronti delle infezioni da virus e batteri (infezione delle vie respiratorie superiori e inferiori, infezioni intestinali, infezioni delle vie urinarie, meningiti e sepsi), delle allergie (eczemi, asma) e da alcune malattie da alterata risposta immune (diabete giovanile, malattia celiaca, morbo di Chron, rettocolite ulcerosa). Inoltre, nei bambini allattati al seno minore è l'incidenza di patologie anche non strettamente infettive (ipocalcemia, rachitismo, anemia ferripriva, enterocolite necrotizzante, carie).
Psicologici: l'allattamento materno rafforza il legame madre-neonato, dal momento che le poppate frequenti offrono molte occasioni di contatto "pelle a pelle" e permettono di migliorare la conoscenza reciproca. Attaccato al seno il bambino ascolta la voce della madre, ne sente l'odore e il calore della pelle, si rilassa e la sua attività respiratoria diventa più regolare.
I VANTAGGI PER LA MAMMA
La mamma, durante l'allattamento, riceve stimolazioni somatosensoriali, avverte una profonda sensazione di benessere, si sente gratificata e realizzata. L'allattamento al seno ha anche effetti fisiologici sulla madre: nelle prime settimane dopo il parto la suzione stimola la contrazione dell'utero, favorendone un regolare svuotamento; può favorire la perdita dei chili di troppo accumulati in gravidanza, dal momento che la produzione di latte richiede un maggior consumo energetico dovuto alla produzione del latte; inoltre, l'allattamento riduce i rischi di anemia post-parto e, se protratto sufficientemente a lungo, riduce i rischi di cancro al seno.
Durante la gravidanza gli estrogeni, il progesterone, l'ormone somatotropo ed un ormone lattogeno placentare sviluppano considerevolmente la ghiandola mammaria. Dal momento del parto e dell'espulsione della placenta, la concentrazione sanguigna di questi ormoni decresce e ciò libera un ormone ipofisario, la prolattina, che avvia la secrezione lattea. La secrezione dei capezzoli inizia con la produzione di un liquido vischioso e giallastro, detto colostro, prodotto in piccole quantità. Si tratta dell'alimento più adatto per i primi giorni di vita perché molto nutriente, ricco di proteine, sali minerali, vitamine, anticorpi, agenti di prevenzione delle infezioni, agenti antinfiammatori, fattori di crescita, enzimi e ormoni, che favoriscono la crescita e lo sviluppo. Il neonato andrebbe attaccato al seno subito dopo il parto e, a distanza ravvicinata, nelle ore successive in modo da facilitare l'assunzione del colostro e la conoscenza tra madre e piccolo. Solo dopo la montata lattea (che si verifica in genere nel 3°- 5° giorno) il latte materno assume i caratteri del latte definitivo: la sua composizione non è sempre uguale ma varia a seconda delle stagioni e, nella stessa donna, a seconda dei periodi di lattazione, nel corso della giornata, da poppata a poppata, in rapporto all'età, alla dieta, ecc. La montata lattea è un fenomeno imponente, che talvolta può risultare doloroso, ed è caratterizzato dal pronunciato turgore delle mammelle accompagnato da congestione, aumento della temperatura locale, senso di fastidiosa tensione. Superata la fase iniziale, che in genere dura circa 24-48 ore, se il neonato esercita regolarmente la suzione, i sintomi sgradevoli della montata lattea regrediscono e la secrezione mammaria si mantiene senza causare particolari disturbi.